Psicologo Chivasso - Dott. Francesco Reymondet-Fochira

Quando andare dallo Psicologo?

Ci sono momenti della vita in cui rivolgersi a uno psicologo può diventare una possibilità importante. A volte accade quando stiamo attraversando un periodo di difficoltà riconoscibile: un lutto, la fine di una relazione, una malattia, un cambiamento significativo o un momento di crisi personale. Eventi di questo tipo richiedono spesso una riorganizzazione della propria vita, della propria identità, del proprio ruolo o delle proprie relazioni. In questi passaggi può essere utile avere uno spazio in cui ciò che si sta vivendo possa essere pensato e compreso con maggiore calma.

Altre volte, invece, il motivo che può spingere a consultare uno psicologo è meno legato a un evento preciso e più a una sensazione interna difficile da definire. Può capitare di provare emozioni che non riusciamo a spiegare del tutto, di reagire in modi che ci sorprendono, oppure di trovarci a ripetere comportamenti che sembrano avere sempre lo stesso esito. In questi casi può emergere una domanda semplice ma significativa: perché mi succede questo? Che cosa c’è dietro certi pensieri, certi stati d’animo, certi comportamenti?
Queste domande rappresentano occasioni in cui è davvero utile poter consultare uno psicologo.

L’orientamento psicoanalitico ci mostra come la nostra esperienza soggettiva sia composta da una trama di significati che non sempre è immediatamente evidente, ma che può essere esplorata e ricostruita.
Il percorso di sostegno psicologico diventa allora uno spazio di ascolto e di ricerca condivisa. Attraverso il dialogo e l’attenzione a ciò che emerge nel racconto dei propri vissuti emotivi è possibile costruire progressivamente un senso più personale di ciò che si vive. Si tratta, in altre parole, di sviluppare una comprensione più profonda della propria storia e del proprio modo di stare nelle relazioni.

Rivolgersi a uno psicologo può quindi essere un modo per attraversare con maggiore consapevolezza un momento di cambiamento o di difficoltà, ma anche per dare voce a domande su di sé che chiedono di essere accolte ed ascoltate.

Chi Sono?

Sono il dott. Francesco Reymondet-Fochira, psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi del Piemonte n. 11014. Dopo la formazione in Psicologia Clinica all’Università di Torino, ho intrapreso il percorso come specializzando a orientamento psicoanalitico, approfondendo un modo di lavorare centrato sull’ascolto, sul significato dell’esperienza e sulla comprensione profonda della persona.

Metodo di Lavoro

Il mio orientamento psicoanalitico considera ogni sofferenza come parte di un’esperienza che ha un significato, anche quando non è ancora chiaro. Attraverso il colloquio psicologico, il lavoro si concentra su ciò che si ripete, su ciò che manca, sui conflitti interiori e sui significati profondi che prendono forma nella storia della persona. Non si tratta solo di alleggerire un momento difficile, ma di comprendere come certe esperienze si siano costruite e quale senso abbiano nel presente. Da questo spazio di ascolto può nascere una conoscenza di sé più autentica e una trasformazione più profonda. Se sei interessato a capirne di più clicca il pulsante “psicanalisi oggi” per comprendere meglio il mio metodo di lavoro

Dove Trovarmi?

Ricevo su appuntamento presso due studi, uno a Chivasso e uno a San Mauro, così da offrire la possibilità di scegliere la sede più comoda in base alle proprie esigenze. Entrambi gli spazi sono pensati per accogliere la persona in un contesto riservato, tranquillo e adatto al colloquio psicologico.

Cosa è un Percorso Psicologico?

Personalmente immagino un percorso psicologico, anzitutto, come uno spazio di ascolto; un luogo dedicato alla parola e all’esplorazione della propria esperienza interiore. Uno luogo in cui ciò che viene portato (pensieri, emozioni, ricordi, dubbi, conflitti) può essere  accolto e compreso.

Il mio metodo di lavoro ha come presupposto un ascolto attento. Non si tratta semplicemente di sentire ciò che viene detto, ma di cercare di cogliere il significato emotivo dell’esperienza che prende forma nel racconto. In questo senso, l’approccio psicoanalitico permette di cogliere che ciò che una persona vive non è mai soltanto un insieme di fatti o di comportamenti, ma un intreccio di vissuti, affetti e significati che possono essere esplorati e pensati.

L’ascolto così inteso svolge, perciò, una funzione centrale in quanto accoglie ciò che emerge, offre uno spazio di contenimento ed aiuta a rendere progressivamente pensabile qualcosa che inizialmente non lo è. Alcune esperienze interiori possono, infatti, inizialmente apparire confuse, difficili da nominare o da comprendere. Per questo il mio modo di intendere il lavoro clinico e di approcciarmi ad un percorso psicologico consiste nel pormi come un compagno di viaggio che aiuta a dare forma a questi vissuti e, quindi, permettere che trovino parole, immagini e significati all’interno della storia personale di chi li porta.

Intendo, in altre parole, un percorso psicologico come un processo di ricerca condivisa in cui la persona è sostenuta nell’esplorare e nell’affrontare le proprie emozioni e le proprie modalità di reagire, costruendo gradualmente nuovi modi di comprendere ciò che si vive e di connetterlo con la propria esperienza di vita.

In questo spazio si ha la possibilità di porsi come obiettivo quello di comprendere più a fondo sé stessi, ed il percorso psicologico diventa così un luogo in cui i propri vissuti possono essere progressivamente riconosciuti e compresi.

Chi posso aiutare?

Mi rivolgo ad adulti, giovani adulti e persone che attraversano momenti di difficoltà, cambiamento, sofferenza emotiva, o che non comprendono parti di sé o dei proprio comportamenti.
Le cosidette “aree di intervento” possono essere molte e diverse tra loro: ansia, attacchi di panico, depressione, difficoltà relazionali, vissuti di vuoto, insicurezza, blocchi personali, fatiche legate all’identità, alla costruzione del futurodell’ autostima o con la propria storia affettiva. Accanto a queste, esistono anche altre forme di disagio che meritano ascolto e comprensione.

Le pagine presenti nel sito raccolgono solo alcune delle principali aree affrontate, ma non esauriscono la complessità delle esperienze con cui una persona può arrivare a chiedere un supporto psicologico. I contenuti proposti non hanno finalità di autodiagnosi, ma vogliono offrire spunti di riflessione e orientamento su vissuti e difficoltà che possono essere approfonditi all’interno di un percorso di supporto psicologico.

Cosa è un Percorso Psicologico?

Personalmente immagino un percorso psicologico, anzitutto, come uno spazio di ascolto; un luogo dedicato alla parola e all’esplorazione della propria esperienza interiore. Uno luogo in cui ciò che viene portato (pensieri, emozioni, ricordi, dubbi, conflitti) può essere  accolto e compreso.

Il mio metodo di lavoro ha come presupposto un ascolto attento. Non si tratta semplicemente di sentire ciò che viene detto, ma di cercare di cogliere il significato emotivo dell’esperienza che prende forma nel racconto. In questo senso, l’approccio psicoanalitico permette di cogliere che ciò che una persona vive non è mai soltanto un insieme di fatti o di comportamenti, ma un intreccio di vissuti, affetti e significati che possono essere esplorati e pensati.

L’ascolto così inteso svolge, perciò, una funzione centrale in quanto accoglie ciò che emerge, offre uno spazio di contenimento ed aiuta a rendere progressivamente pensabile qualcosa che inizialmente non lo è. Alcune esperienze interiori possono, infatti, inizialmente apparire confuse, difficili da nominare o da comprendere. Per questo il mio modo di intendere il lavoro clinico e di approcciarmi ad un percorso psicologico consiste nel pormi come un compagno di viaggio che aiuta a dare forma a questi vissuti e, quindi, permettere che trovino parole, immagini e significati all’interno della storia personale di chi li porta.

Intendo, in altre parole, un percorso psicologico come un processo di ricerca condivisa in cui la persona è sostenuta nell’esplorare e nell’affrontare le proprie emozioni e le proprie modalità di reagire, costruendo gradualmente nuovi modi di comprendere ciò che si vive e di connetterlo con la propria esperienza di vita.

In questo spazio si ha la possibilità di porsi come obiettivo quello di comprendere più a fondo sé stessi, ed il percorso psicologico diventa così un luogo in cui i propri vissuti possono essere progressivamente riconosciuti e compresi.

Dove Trovarmi?

Ricevo su appuntamento presso due studi, uno a Chivasso e uno a San Mauro, così da offrire la possibilità di scegliere la sede più comoda in base alle proprie esigenze. Entrambi gli spazi sono pensati per accogliere la persona in un contesto riservato, tranquillo e adatto al colloquio psicologico.

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